sabato 22 novembre 2014

Risotto con roveja e capesante


Il risotto che vi propongo oggi è molto particolare, ho voluto abbinare le capesante ad un legume che si chiama roveja. Conosciuta fin dall'antichità era insieme alle lenticchie, all'orzo e al farro il cibo quotidiano degli uomini primitivi, poi scomparve in quanto la coltivazione era laboriosa , si falciava a mano stando ore ed ore chinati,la zona di coltivazione era quella dei Monti Sibillini, nelle Marche al confine con l'Umbria Quasi scomparsa dalle tavole è stata recuperata recentemente grazie a un presidio Slow Food. Si tratta di un piccolo pisello scuro di sapore simile alla fava.Ricco di proteine e sali minerali come fosforo e potassio e povero di grassi contiene un buon quantitativo di vitamina B1. E' ottima nelle zuppe , sui crostoni ed è usata anche per la preparazione della "Farrecchiata" una specie di polenta che si condisce con le alici.Ho portato a casa dall'Umbria un sacchetto di questo prezioso legume e la scelta di abbinarla alla dolcezza delle capesante è stata molto apprezzata a casa!

ingredienti per 2 persone

200 g di riso carnaroli
100 g di roveja
1 cipolla rossa tritata
6 capesante
un bicchiere di vino bianco
olio ev
prezzemolo
brodo di pesce
una noce di burro

Mettere a bagno la roveja per almeno 12 ore. Sciacquarla bene e farla cuocere una ventina di minuti insieme ad olio ev e a mezza cipolla tritata, l''altra metà servirà per preparare il risotto.In una pentola, preferibilmente di rame versare un filo d'olio e far dorare la mezza cipolla, aggiungere il riso e farlo tostare, bagnarlo con il vino e lasciarlo evaporare. Aggiungere la roveja e continuare a cuocere il riso con i mestoli di brodo necessari ; a cinque minuti dalla fine aggiungere le capesante tagliate a pezzetti. Mantecare fuori dal fuoco con il burro, guarnire con un pò di prezzemolo tritato


Abbinamento vino : ho bevuto lo stesso vino usato in cottura, un bianco del Collio, Pinot Bianco DOC, Az. Venica, Dolegna del Collio (GO), 11,5 % Vol, temperatura di servizio intorno ai 12/13° C


giovedì 20 novembre 2014

Blogs Got talent ! (120)





E' il mio periodo toscano, nel  blog parlo spesso di questa splendida regione e oggi andiamo a Lucca,ci aspetta Adrialisa ! La blogger che ospito nella puntata di questa settimana è una milanese trasferitasi in Toscana per amore(qualcosa mi dice che la mia amica Laura leggerà con attenzione). Adrialisa è curiosa, nel senso buono e intelligente del termine,ama imparare e mettersi alla prova in particolar modo è attratta dai lavori manuali. Il suo è un lavoro creativo, decora e personalizza oggetti di porcellana e vetro.Al suo  arrivo in Toscana non sapeva cucinare ma , causa forza maggiore, ha imparato e pure bene !.Ha un bambino di 5 anni e dopo i primi anni di dedizione spasmodica ha pensato che crearsi uno spazio tutto suo l'avrebbe resa meno ansiosa  e più rilassata.Di carattere solare ed aperto  è sempre sorridente ed ottimista. Conta di riprendere presto un'altra sua passione momentaneamente accantonata, viaggiare....Per presentarvela ho scelto una ricetta golosa, passate a conoscerla, noi ci ritroviamo presto





martedì 18 novembre 2014

Un angolo di Toscana a Trieste
il panino al lampredotto dell'enoteca " L'Etrusco "


Come sapete amo svisceratamente la mia città e il suo cibo ma sono sempre pronta a segnalare locali dove si possono mangiare piatti diversi dai nostri tradizionali, devono essere però di qualità e quindi sono lieta di annunciarvi che un angolo di Toscana si è trasferito a Trieste portando con sè le eccellenze di quella splendida regione. Alberto che di cognome fa Sabatini  , famiglia storica della ristorazione fiorentina,sta portando avanti con successo un'enoteca nel caratteristico quartiere di Cittavecchia ,il suo locale si trova gomito a gomito con altri che propongono cucina tipica triestina ma  ha osato, con coraggio e determinazione, far conoscere ai triestini, tradizionalisti da sempre, dei piatti toscani e dal 18 novembre , dopo qualche giorno di "prova", sarà possibile gustare ufficialmente il panino con il lampredotto, unico locale a Trieste e della regione a proporlo. I toscani non hanno bisogno di spiegazioni  su cosa sia il lampredotto ma per tutti quelli che non lo conoscono dirò che il lampredotto è uno dei quattro stomaci dei bovini, è chiamato abomaso,  in toscano  lampredotto appunto.....In giro per Firenze ancora adesso è possibile mangiare il panino con il lampredotto direttamente dai lampredottai i venditori ambulanti di lampredotto e affini(trippa, guancia, poppa, porchetta) viene venduto per strada in caratteristici chioschi che un tempo erano dei carretti, si tratta infatti del più famoso ed antichissimo street food fiorentino !

          dopo essere stato pulito e lavato accuratamente viene cotto a lungo con pomodoro, cipolla, sedano e prezzemolo


poi tagliato a coltello


  diventa il ripieno di un panino salato chiamato semelle,(tutto il pane che troverete nel locale esce dal forno di un panificio triestino sia in versione salata come questo adatto al lampredotto sia senza sale cioè "sciocco" come dicono a Firenze , di rigore  per le altre specialità)  la parte superiore del panino viene intinta nello stesso brodo di cottura del lampredotto, a completare il tutto una generosa cucchiaiata di salsa verde


 ma le sorprese dell'Etrusco non finiscono qui, avete voglia di trippa alla fiorentina o di ribollita col cavolo nero ? Qui le trovate entrambe come anche la pappa al pomodoro...



Siete amanti dei formaggi ? Nessun problema, c'è solo l'imbarazzo della scelta...Si può spaziare dal cacio di Pienza, al formaggio ubriaco,al pecorino di vari tipi


Vi stuzzicherebbe qualche fetta di salume toscano? Alberto vi può affettare della finocchiona o del lardo di Colonnata  che, riscaldato in forno sui crostini, sarà uno stuzzichino meraviglioso con l'aperitivo



Mangiare senza bere però è peccato mortale e quindi al momento della scelta del vino Alberto, coadiuvato da Caterina, potrà proporvi valide etichette  per il giusto accostamento , la fornita cantina declina vini toscani, umbri, piemontesi, del Carso triestino e di tutta la mia regione




credo di avervi ingolosito a sufficienza, Caterina ed Alberto vi aspettano in via di Crosada....



cin cin ,  buon lampredotto a tutti !


domenica 16 novembre 2014

Gamberi al vapore su vellutata di finocchi


I finocchi sono il cibo ideale per chi è a dieta,solo  30 calorie per etto...Poveri di grassi ma ricchi di fibre, antiossidanti,sali minerali, soprattutto potassio, calcio e fosforo, utili per rinforzare le ossa e per prevenire crampi e stanchezza. Ricchi di vitamina A,essenziale per proteggere e mantenere sana la pelle e per regolare il funzionamento delle vista, vitamina B importante per il corretto funzionamento del sistema nervoso e dell'apparato cardiocircolatorio, vitamina C utile per il rafforzamento del sistema immunitario, quindi praticamente indispensabili nella nostra alimentazione di questo periodo dell'anno.Oggi ve li propongo trasformati in una vellutata da servire insieme a gamberi cotti semplicemente a vapore,un piatto unico  sano e leggero !



Ingredienti per 2 persone

1 finocchio
una dozzina di gamberi
1/2 cipolla
qualche rondella di carota
poco concentrato di pomodoro
olio ev

Cuocere a vapore i gamberi e metterli d parte. In una pentola versare un filo d'olio, aggiungere la cipolla e la carota tritata e il finocchio tagliato a piccoli pezzi. Cuocere a fiamma dolce aggiungendo ogni tanto un pò di acqua calda, verso fine cottura unire il concentrato diluito in acqua calda e regolare di sale.  Passare al minipimer e spolverizzare con un poca di paprika affumicata. Impiattare aggiungendo i gamberi tagliati a pezzetti, conservarne qualcuno per la decorazione

Abbinamento vino :non è facile abbinare un vino ai finocchi,ho bevuto questo Sauvignon  DOC, Az. Livio Felluga, Brazzano di Cormòns (GO) 13% vol., temperatura di servizio intorno ai 10/12°C.

Livio Felluga


giovedì 13 novembre 2014

Blogs Got Talent ! (119)



Oggi siamo diretti a Bologna, ci aspetta Claudia ! La blogger di questa settimana è nata a Ravenna alla fine degli anni ottanta.La sua è stata un 'infanzia felice vissuta in campagna a contatto con le cose genuine, con gli animali, con la terra ,con l'avvicendarsi delle stagioni nel modo giusto e sano. Quanti bambini di oggi possono dire di aver giocato con la terra, con gli animali da cortile e  di aver visto un acquazzone con tuoni e lampi solo d'estate e la neve solo d'inverno ?  Per anni ci siamo lamentati che le mezze stagioni non c'erano più, adesso ci sono solo quelle....Claudia, dopo aver frequentato il liceo artistico e la facoltà di Architettura ha soggiornato in Francia per il Progetto Erasmus,lì è venuta a contatto con la realtà francese e sogna di poter un giorno ritornare, ha amato da subito i sapori francesi, i formaggi, la carne i buoni vini.... nel frattempo lavora in uno studio di architettura e si dedica al suo blog. Scrivere e fotografare ciò che cucina è terapeutico, un modo per staccare dallo stress di tutti i giorni, vivere a Bologna però le piace molto, è una città  viva, legata ai piaceri della vita e  della tavola, c'è lì il gusto di stare in compagnia  mangiando piatti della tradizione accompagnati dai vini giusti.Per presentarvela ho scelto un piatto adatto a questa stagione, passate a trovarla noi ci ritroviamo presto !






martedì 11 novembre 2014

Mezze penne bicolori con calamaretti nostrani
piselli e pomodorini



I calamari del golfo di Trieste sono conosciuti per essere  particolarmente buoni e pregiati, vederli in pescheria e pensare a come utilizzarli è stato un lampo ! Ho usato delle normali mezze penne rigate ma metà dose l'ho fritta in olio ev prima di lessarla, l'effetto bicolore ma soprattutto il sapore particolare vi conquisterà,...

N.B. non è pasta integrale


Ingredienti per 2 persone

200 g di mezze penne
300g di calamaretti
200 g di pisellini
una manciata di pomodori pachino
1/2 cipolla rossa(piccola)
1 spicchio di aglio
mezzo bicchiere di vino bianco secco
olio ev
prezzemolo



Pulire, sciacquare e tagliare a listerelle i calamaretti. Versare un filo d'olio in una padella, aggiungere la mezza cipolla tritata e lo spicchio di aglio. Unire i calamaretti e bagnarli con il vino bianco. Quando sarà evaporato  aggiungere i pisellini e lasciar cuocere, verso fine cottura aggiungere i pomodorini tagliati a spicchietti e il prezzemolo.Friggere in olio ev metà dose di penne, scolarle e disporle su  carta assorbente. Lessarle insieme all'altra metà come al solito, scolare e versare nella padella, amalgamare la pasta al sugo ed impiattare


Abbinamento vino : ho bevuto un vino bianco della mia regione , Chardonnay DOC, Az. Borgo del Tiglio,Brazzano (GO), 14% Vol, temperatura di servizio intorno ai 12°C

Borgo del Tiglio


domenica 9 novembre 2014

Arezzo....Qui la vita è bella !

La Toscana è tutta bella ma Arezzo, che non rivedevo da anni, mi ha colpito particolarmente.Ci sono stata qualche tempo fa e la giornata di sole  ha reso tutto ancor più smagliante !Abbiamo passeggiato con in mano la guida Michelin e in quelle poche ore di visita siamo riusciti a vedere non tutto ma una una buona parte dei tesori che Arezzo offre ai suoi visitatori, il resto la prossima volta...



Questa è  Piazza Grande, costeggiata su un lato dal Loggiato del Vasari e dal Palazzo della Fraternita dei Laici, in una lunetta della facciata si trova  la Madonna della Misericordia di Bernardo Rossellino. La piazza è famosa per essere stata il set cinematografico del film "La vita è bella" di Roberto Benigni, alla fine del reportage qualche scena del film











All’interno della basilica di San Francesco si trova la famosa Cappella Bacci che conserva il meraviglioso ciclo di affreschi della Leggenda delle Vera Croce, capolavoro della pittura rinascimentale di Piero della Francesca, non era consentito fotografare, ho fatto, di nascosto e da lontano , un unico scatto ....


Avvicinandosi l'ora di pranzo ho consultato un piccolo elenco di ristoranti che avevo selezionato e la scelta, dopo aver curiosato un pò sia fuori che dentro è caduta su questo, ubicato nell'omonima via


Belle le sale interne , particolare quella con il pianoforte






noi però abbiamo preferito mangiare nel caratteristico vicolo, via De' Cenci appunto


Quale vino migliore di un Chianti per un pranzo toscano ?


I crostini toscani con i fegatini sono stati molto apprezzati


un piatto di prelibatezze fra cui la finocchiona,un flan di carote, un pasticcio in crosta di funghi porcini


tortelli ai porcini, tartufo e pecorino


tagliatelle al ragù di chianina


niente secondo ma un piccolo dessert .......tartufini al cioccolato


Abbiamo mangiato molto bene e il proprietario è stato gentilissimo e prodigo di informazioni sulla sua cucina, consiglio calorosamente questo ristorante


Arezzo è una piacevolissima città, ritornare per vedere quello che in quelle poche ore non siamo riusciti sarà quasi d'obbligo....


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